Le piscine fuori terra, roba alla meglio? Tutte falsità

Con un po’ di attenzione ed accortezza, non sarà impossibile notare come le piscine fuori terra stiano diventando un’abitudine anche da parte di ditte appaltatrici che si occupano di realizzare strutture per hotel, centri benessere ed addirittura privati.

Prima di tutto, va decisamente sfatato il mito che le piscine fuori terra non raggiungono nemmeno per idea lo stile “chiccoso” di quelle classiche e scavate: falso.

L’immaginario comune della piscina fuori terra vede queste strutture come dei teloni di plastica assemblati alla meno peggio nei giardini di periferia: ancora falso.
Queste immagini sembrano uscite da pagine (stereotipate e piene di luoghi comuni) di banalissime riviste di arredamento di nicchia.

A tutti gli effetti, le piscine fuori terra sono il massimo risultato possibile in fatto di comodità in quanto a specchi d’acqua.

Inoltre, tecnicamente, sono vere e proprie strutture idrostatiche, reperibili in acciaio o in legno, e soprattutto non necessitano di autorizzazioni e concessioni edilizie come accade ritualmente per le normali piscine scavate.

E’ vero che il prezzo delle piscine fuori terra è minore su una base di linea generale, ma solo se si considerano i modelli basic-line.

Infatti, gli esemplari più complessi e desumibilmente più confortevoli, raggiungo prezzi anche molto elevati e che non temono paragoni ma che giustificano in piena la lavorazione che li ha accompagnati durante le fasi di progettazione e messa a punto.

Una cosa rimane da capire: come mai le piscine fuori terra siano considerate dai fricchettoni di questo mondo, come figlie di un Dio minore.

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